Palazzobattaglia Opere - Valtiberina Online - Il portale della Valtiberina. Agriturismo in Toscana e Umbria

Palazzo della Battaglia - Le opere

Facciata del Palazzo della Battaglia. 

Negozio del Palazzo della Battaglia, a fianco della biglietteria. 

Piano terra, plastico della zona di Anghiari con le maggiori attrazioni segnalate da bandierine rosse. 

Piano terra, plastico della zona di Anghiari con le maggiori attrazioni segnalate da bandierine rosse (dettaglio)

Piano terra, manifesto esplicativo dei contenuti del Museo.

Sezione Preistoria.

Resti di ossa umane e pezzi di vasellame antico, preziose testimonianze della presenza umana nella zona dell'Alta Valle del Tevere in epoca preistorica, venuti alla luce durante scavi recenti. 

Sezione Preistoria (Parte II).

 

Sezione Preistoria (Parte III).

 

Decorazioni del Palazzo della Battaglia (Parte I).

Affreschi decorativi posti nella tromba delle scale che conduce ai piani, ognuno illustrante il contenuto delle sale che il visitatore stà per visione. 

   

Decorazioni del Palazzo della Battaglia (Parte II).

   

Decorazioni del Palazzo della Battaglia (Parte III).

   

Decorazioni del Palazzo della Battaglia (Parte IV).

   

Decorazioni del Palazzo della Battaglia (Parte V).

   

Decorazioni del Palazzo della Battaglia (Parte VI).

   

Decorazioni del Palazzo della Battaglia (Parte VII).

   

Decorazioni del Palazzo della Battaglia (Parte VIII).

 

Sezione Preistoria (Parte IV).

Prima sala, interamente dedicata all'Alta Valle del Tevere in epoca preistorica. 

   

Sezione Preistoria (Parte V).

   

Sezione Preistoria (Parte VI).

Collezione di utensili usati dagli uomini preistorici nella vita comune, per attività manuali o per la caccia. 

   

Sezione Preistoria (Parte VII).

 

Collezione di monete antiche risalenti alla Roma repubblicana, imperiale e all'epoca moderna.

Le monete più antiche sono state ritrovate durante uno scavo archeologico nelle vicinanze di Anghiari, mentre quelle moderne provengono da ritrovamenti superficiali o da donazioni. 

   

Collezione di monete antiche risalenti alla Roma repubblicana, imperiale e all'epoca moderna (dettaglio I). 

   

Collezione di monete antiche risalenti alla Roma repubblicana, imperiale e all'epoca moderna (dettaglio II).

Oggetti e utensili di uso comune risalenti all'epoca romana.

Ai romani si deve la creazione delle prime infrastrutture nell'Alta Valle del Tevere. Questa era per loro un importante snodo commerciale data la presenza del Tevere, su cui si trasportavano svariate merci (sopratutto legname). La zona serviva anche come  confine fra i romani e le tribù etrusche.    

Oggetti e utensili di uso comune risalenti all'epoca romana (Parte I).

Oggetti e utensili di uso comune risalenti all'epoca romana (Parte II).

Oggetti e utensili di uso comune risalenti all'epoca romana (Parte III).

Oggetti e utensili di uso comune risalenti all'epoca romana (Parte IV).

Oggetti e utensili di uso comune risalenti all'epoca romana (Parte V).

Resti di un pilastrino risalente al IX secolo.

Resti di un pilastrino risalente al IX secolo (dettaglio).

Resti di un pilastrino e due plutei.

I tre pezzi probabilmente facevano parte di un'antica balaustra di epoca tardo romana o medioevale che divideva varie sezioni di un edificio pubblico o di una chiesa. Un esempio di questo tipo di architettura sono i Plutei di Traiano, rinvenuti a Roma nel 1872.

Resti di un pilastrino e due plutei (dettaglio I).

Resti di un pilastrino e due plutei (dettaglio II).

Resti di un pilastrino e due plutei (dettaglio III).

Altri affreschi illustrativi che precedono la Sala della Battaglia (Parte I).  

Altri affreschi illustrativi che precedono la Sala della Battaglia (Parte II).  

Altri affreschi illustrativi che precedono la Sala della Battaglia (Parte III).  

Altri affreschi illustrativi che precedono la Sala della Battaglia (Parte IV).  

Plastico che illustra nei dettagli la posizione delle truppe durante la Battaglia di Anghiari.

Nella battaglia si scontrarono due fronti, l'esercito dei Visconti di Milano coadiuvato da alcuni uomini di Sansepolcro e una coalizione composta dallo Stato Pontificio e la Repubblica di Venezia, più alcuni anghiaresi, e facente capo a Firenze.

Riproduzione de La Battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo da Vinci.

La sfortunata opera de La Battaglia rappresenta uno dei misteri più affascinanti che circondano la figura di Leonardo. Commissionatagli dal gonfaloniere di Firenze Pier Soderini, La Battaglia era stata pensata come un'opera celebrativa della storia fiorentina che avrebbe dovuto decorare il Salone del Cinquecento di Palazzo Vecchio. La commissione avrebbe messo faccia a faccia Leonardo con il suo rivale e collega Michelangelo, che era stato incaricato di dipingere la parete opposta con un'altra opera (La Battaglia di Càscina). Grande inventore oltre che artista, Leonardo da Vinci volle usare una tecnica sperimentale di sua invenzione. Una volta finiti gli schizzi e le bozze della Battaglia, Leonardo stese il colore sulla parete e fece approntare diversi pentoloni carichi di legna nella stanza. La legna fu accesa, e la temperatura arrivò a livelli elevatissimi. Grazie all'opera di molti operai e aiutanti, i pentoloni furono sollevati e “puntati” verso la parete, con l'obbiettivo di far essiccare i colori più rapidamente. Purtroppo la superficie da coprire era immensa, e i pentoloni non riuscivano a fornire un calore uniforme a tutta la parete. I colori si sciolsero in vari punti e colarono, rovinando il dipinto, e persero la loro brillantezza. Ogni tentativo di rimediare al danno fu inutile, e Leonardo dovette abbandonare il progetto. Sessant'anni dopo l'insuccesso leonardiano, il Vasari fu incaricato di ridecorare la parete. Non si sa quanto fosse sopravvissuto dell'opera prima dell'intervento del Vasari, e se egli abbia coperto i resti con la sua arte o li abbia completamente cancellati. Comunque svariate persone videro l'opera mentre era in lavorazione, e la copiarono o la descrissero in svariati modi. Particolarmente utile è la copia fatta dal pittore fiammingo Rubens, che ci permette di capire in modo più completo come l'opera avrebbe dovuto essere. 

Riproduzione de La Battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo da Vinci (Parte II).

Riproduzione de La Battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo da Vinci (Parte III).

Riproduzione de La Battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo da Vinci (Parte IV).

Riproduzione de La Battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo da Vinci (Parte V).

Riproduzione de La Battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo da Vinci (Parte VI).

Riproduzione de La Battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo da Vinci (Parte VII).

Riproduzione de La Battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo da Vinci (Parte VIII).

Resti di terracotte smaltate dove erano raffigurati motivi di gusto rinascimentale  e religioso.

Ceramiche invetriate.

Queste ceramiche erano usate probabilmente come piatti o coppe nelle case anghiaresi rinascimentali. I resti sono importanti perché testimoniano la produzione di utensili nei forni di Anghiari durante il Rinascimento.  

Ceramiche invetriate (dettaglio).

 

Un pezzo di pietra con foglie e fiori intagliati, probabilmente usata come stampo.

 

Utensile utilizzato da fabbri o falegnami rinascimentali per lavorare.

 

Ultima sala del Palazzo delle Battaglie.

L'ultima sala è dove vengono conservati alcuni esemplari di armi moderne prodotte da armaioli anghiaresi. L'arte di costruire armi da fuoco era molto diffusa ad Anghiari, ma quando divennero di uso comune le armi automatiche l'industria locale non riuscì a stare al passo con i tempi. Progressivamente tutte le botteghe chiusero e questo tipo di commercio fu dimenticato e abbandonato dai locali. 

 

Piatto smaltato decorato con lo stemma di Anghiari. 

 

Utensili di uso comune nelle cucine anghiaresi alla fine del Rinascimento e in epoca moderna. 

 

Fucili ad avancarica.

Esempio dell'arte armaiola anghiarese prima dell'avvento dell'automatizzazione delle armi. 

   

Fucili ad avancarica (dettaglio).

 

Pistole ad avancarica del 1800.

Per usarle era necessario caricare manualmente il proiettile dalla canna insieme alla polvere da sparo. Questo tipo di arma divenne obsoleta con l'avvento delle pistole automatizzate, che erano più rapide da ricaricare e più efficienti. 

   

Pistole ad avancarica del 1800 (Parte II).

   

Pistole ad avancarica del 1800 (Parte III).

Due pugnali.

Altro esempio dell'arte armaiola anghiarese.

Antico telaio della Torre dell'Orologio o Torre Civica di Anghiari. 

Antico telaio della Torre dell'Orologio o Torre Civica di Anghiari (dettaglio I).

Antico telaio della Torre dell'Orologio o Torre Civica di Anghiari (dettaglio II).